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LA SCUOLA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

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Essere Dirigente di un Istituto Comprensivo come quello di Cordenons è un privilegio che a distanza di sette mesi dalla scelta non ho mai rinnegato. Non l’ho fatto quando mi sono spaventato per il ruolo che ricoprivo con un’esperienza che ancora non avevo e non lo faccio ora, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, di fronte a eventi che non avevo certo preventivato e che nessun manuale del bravo Dirigente scolastico aveva contemplato.

La scuola ai tempi del Coronavirus non la sta raccontando nessuno. Per lo meno non quella vista dall’interno. Per questo intendo farlo io, almeno in parte, affinché le studentesse, gli studenti, le famiglie tutte, comprendano che la macchina non si è fermata né è stata parcheggiata in un vicolo cieco. Al contrario è sempre in moto, con marce differenti dalle solite, ma con il medesimo obiettivo: garantire il ruolo per il quale è stata istituita e nel quale credo da sempre. Che non è solo quello di offrire un servizio educativo, bensì di dare il proprio contributo alla formazione delle nuove generazioni, nelle quali crediamo e per le quali ci impegniamo ogni giorno.

Recarmi in sede ogni mattina senza sentire le voci degli alunni, ascoltare le campanelle che trillano a vuoto, muovermi in una sede dirigenziale sostanzialmente deserta, non è quello che avrei voluto, ma la vita è anche questa e dobbiamo accettarla senza chiederci troppi perché. So però che la Segreteria non si è arrestata bensì continua a produrre gli atti necessari ad assicurare stabilità e continuità fattiva. E so che le docenti e i docenti dell’intero istituto stanno dando tutto se stessi per non lasciare che un impedimento che spaventa solo a nominarlo mini il diritto allo studio degli studenti, di quelli di cui sono orgogliosamente dirigente.

In questo frangente è in atto una didattica diversa, con la quale gli insegnanti si stanno confrontando creando gruppi di lavoro, sperimentando, innovandosi, puntando all’interazione oltre che alla giusta condivisione di contenuti, di attività, di prove. Video, lezioni online, rimandi e approfondimenti di ogni natura, stimolano l’apprendimento in un momento in cui un virus che non vediamo ma che ci vede benissimo vorrebbe sigillarci in casa impedendo la quotidiana attività, e noi non ci stiamo.

La scuola vista da dentro è attualmente una fucina di innovazione, di sperimentazione, di propositività che viaggia su un binario ben preciso: quello che porterà tutti a raggiungere l’obiettivo di farcela. E noi vogliamo farcela. Ce la stiamo mettendo tutta, nascosti dietro ai nostri registri elettronici, alle bacheche online, alle aule virtuali.

Chiedo ai docenti di proseguire con quanto fatto finora senza smettere di crederci, così come agli studenti di non smettere di aver fame di sapere. Alle famiglie chiedo la pazienza che un momento come questo merita. Tutto è perfettibile, tutto è migliorabile. Lavorando insieme, dandoci fiducia, dando fiducia alla forza della Scuola, quella con la S maiuscola. La scuola che c’è sempre. Anche a distanza.

Se questa è una sfida, l’abbiamo accettata con un solo intento: quello di vincerla semplicemente essendoci, anche se non ci vedete. Anche se con una didattica diversa. Anche se solo vivendo gli eventi con la certezza che presto le scuole riapriranno e che gli studenti ritroveranno i loro insegnanti, i loro amici, le classi, la loro storia interrotta da un nemico invisibile che merita il rispetto ma non la nostra sconfitta.

La Scuola è qui. La didattica è qui. E anche tutti noi.

 

Fabio Muccin

orgogliosamente Dirigente dell’IC “A. Manzi” di Cordenons